venerdì 26 novembre 2010

Carlin Petrini sugli ecomusei



"Gli Ecomusei sono un baluardo di cui si parla poco in un Paese che sembra franare: meritano sostegno perchè sono un modo di avere cura dell'Italia, nonchè una via concreta al turismo sostenibile." (Petrini, Repubblica - 24/11/2010)

Carlin Petrini, fondatore del movimento internazionale Slow Food e ideatore di Terra Madre, il salone dedicato allo sviluppo sostenibile e ai contadini del mondo, si fa portavoce dell’importanza degli Ecomusei in un articolo su Repubblica del 24 Novembre 2010.

Non esistono soltanto musei che si possono visitare entrando in un edificio, ma ci sono anche gli Ecomusei. La loro è una storia iniziata negli anni Settanta in Francia, ma che ha trovato terreno fertilissimo in Italia in anni più recenti, con la loro istituzione mediante leggi regionali. Si tratta di musei aperti, viventi, che al contenitore classico (l’edificio) sostituiscono un intero territorio, alla collezione esposta il patrimonio materiale e immateriale della comunità, mentre il pubblico che ne fruisce è in primis la poolazione stessa e poi chi ha piacere di visitare quelle zone. 
L’ecomuseo è quindi un concetto, complesso, che si può tradurre in miriadi di attività diverse in grado di acquistare ancora più valore se messe in rete. Ci sono ecomusei dedicati al paesaggio, ad antichi mestieri o a produzioni locali storiche, alla memoria, a minoranze culturali o a interi ecosistemi plasmati da secoli di attività agricola. La lista è infinita e spesso diverse cose si combinano tra loro. Essi rappresentano un territorio e la sua specificità, ma alla staticità dell’esposizione museale classica sostituiscono la vitalità di un progresso continuo, espressione della comunità, di ciò che è stato e ciò che potrà essere un luogo. Da qualche anno si è arrivati a una definizione condivisa: “Un patto con il quale la comunità si prende cura di un territorio“. 
Cura: una parola fondamentale per chi vuole esprimere amore per  qualcosa, e che viene troppo spesso ignorata da chi dovrebbe tutelare il nostro patrimonio ambientale e culturale. Un ecomuseo è un orizzonte spazio-temporale in cui ritrovare i ritmi del passato, i quali si ricombinano in pratiche che dialogano con il presente. Uno spazio in cui si può individuare nella tradizione un percorso comune per ricostruire un futuro di umanità. E’ un nuovo modello di sostenibilità, che protegge e patrimonializza tanto la biodiversità quanto la nostra etnodiversità. 
La rete in Italia è partita dal ’95 dal Piemonte, che fa oggi da capofila. In tempi di crisi questi progetti sono tra i primi a soffrire della scarsità di risorse pubbliche, ma ormai sono una realtà importante nel Paese e siccome i progetti sono affidati alle comunità stesse, a tanti volontari, siamo sicuri che continueranno a sopravvivere e a proliferare. 
Gli ecomusei sono un modo esemplare di vivere slow la propria terra; messi tutti insieme sono un catalogo della ricchezza del nostro paese e una risorsa turistica non indifferente. 
Oltre alla varietà di esperienze del Piemonte, che vanta il sedici per cento del territorio regionale sotto forma di ecomuseo, vorrei citare su tutti l’ecomuseo del Casentino in provincia di Arezzo. Esso permette di leggere nella sua completezza e ricchezza una zona un po’ fuori dalle rotte turistiche più battute, e dimostra come l’ecomuseo sia un ottimo strumento per valorizzare zone ritenute marginali. Raccoglie, nel contesto dei comuni della Comunità Montana Casentina, diversi sistemi che fanno capo ad altrettanti centro documentali o laboratori: il sistema dei castelli, i sistemi del bosco e dell’acqua, quello agro-pastorale ma anche quelli manifatturiero ed archeologico. C’è una “banca della memoria” a testimonianza di quanto le esperienze passate siano importanti e cruciali per il nostro sguardo rivolto in avanti, ma è bellissimo come si sviluppi attraverso i temi portanti degli insediamenti in questa regione, curando tanto le attività dell’uomo, quanto la natura circostante e le continue interazioni tra di loro. Gli ecomusei sono un baluardo di cui si parla poco in un Paese che oggi sembra  franare: meritano sostegno perchè sono un modo di avere cura dell’Italia, nonché una via concreta al turismo sostenibile.

(Carlin Petrini, La Repubblica, 24/11/2010)

martedì 16 novembre 2010

Incontro tra Ecomusei e Regione Piemonte

TORINO - Delegazione della rete degli Ecomusei del Piemonte oggi a Palazzo Lascaris. La protesta: a rischio una risorsa per il territorio a causa del taglio dei fondi regionali. L'assessore: garantiremo i fondi per il 2010


*Al termine della seduta del Consiglio regionale del 16 novembre il presidente dell’Assemblea, Valerio Cattaneo – con i consiglieri segretari dell’Ufficio di presidenza Lorenzo Leardi e Gianfranco Novero e l’assessore al Turismo Alberto Cirio - ha ricevuto una delegazione di più di cento persone (dirigenti e lavoratori) della Rete degli Ecomusei del Piemonte.

I rappresentanti dei 25 Ecomusei regionali hanno illustrato la difficile situazione economica in cui si trovano questi enti culturali a causa dei tagli dei fondi regionali.

“Gli ecomusei regionali – ha spiegato Massimo Maria Bonini, a nome della Rete degli Ecomusei – sono distribuiti su tutte le otto province del Piemonte, danno lavoro a 140 persone e in 14 anni di attività hanno attivato risorse nazionali ed europee per 42 milioni di euro (con solo 13 milioni di contributi regionali). Il nostro lavoro è volto alla valorizzazione di più di settanta siti sul territorio e coinvolge ogni anno 70 mila studenti e 280 mila visitatori”.

L’assessore al Turismo Alberto Cirio ha rassicurato i membri della delegazione: “I fondi per il 2010 sono garantiti: la Giunta presenterà una legge di variazione al bilancio con cui stanzieremo un milione di euro su questo capitolo di spesa. L’anno scorso i fondi ammontavano a 1.400 mila euro, quest’anno i soldi sono pochi ma forse riusciremo a trovare tutte le risorse necessarie”.

All’incontro hanno partecipato numerosi consiglieri regionali, sia di maggioranza che di opposizione.



*Comunicato Ufficio stampa Consiglio regionale del Piemonte

lunedì 15 novembre 2010

LUTTO

Domenica 14 novembre è scomparso il Presidente del Museo di Storia Quarnese, prof. Giorgio Cecchetti. L'ecomuseo Cusius si associa al lutto per la scomparsa di un uomo che tanto ha dato alla cultura del territorio.

martedì 9 novembre 2010

Esperienze sul saper fare nei laboratori residenziali estivi del Cusio




Nell'ambito delle iniziative a sostegno del sistema ecomuseale regionale del Piemonte “Scopriamo gli ecomusei” l'Ecomuseo Cusius e l’associazione Arti Visive di Granerolo  invitano alla presentazione della pubblicazione
 
1997 – 2010. Arte nelle Terre Alte, esperienze sul saper fare
nei laboratori residenziali estivi del Cusio
 
Sabato 13 novembre, alle ore 15.00

nuovo spazio espositivo "Aglaia"
 Omegna, via Manfredi, 11
(nelle immediate vicinanze del municipio)

Il libretto ripercorre la storia di quattordici anni di laboratori estivi organizzati dall'Associazione Arti Visive a partire dal 1997 con contributi scritti di: Francesco Del Boca, Presidente Confartigianato Imprese Novara e VCO; Ilaria Testa, Laboratorio Ecomusei della Regione Piemonte; Andrea Del Duca, direttore Ecomuseo Cusius; Franco Testori, imprenditore artigiano; Giovanni Crippa, coordinatore del progetto "Arte nelle Terre Alte"; e con la testimonianza di tre soci dell’Associazione.
La presentazione del volumetto sarà l'occasione per fare il punto sul progetto "Arte nelle Terre Alte", per raccogliere suggerimenti, per parlare di mestieri tradizionali  a rischio di estinzione o quanto meno di emarginazione e di quanto gli Ecomusei fanno e potranno fare per evitare la scomparsa di una millenaria "civiltà" artigiana.

Seguirà rinfresco

sabato 6 novembre 2010

Scopriamo gli ecomusei. Mobilitazione degli ecomusei del Piemonte



L’assemblea dell’associazione “Rete degli Ecomusei del Piemonte”, ha accertato la grave situazione in cui si trovano i 25 Ecomusei Istituiti dalla Regione Piemonte a causa dell’azzeramento del finanziamento regionale per l’anno. Questo significa di fatto la cancellazione del sistema ecomuseale piemontese: modello di buone pratiche di valorizzazione culturale territoriale, preso a riferimento da diverse Regioni italiane. Senza il co-finanziamento della Regione gli Ecomusei sono condannati alla chiusura, alcuni soggetti gestori, probabilmente, al fallimento.

La conseguenza immediata è la perdita del posto di lavoro per circa 140 persone esperte e qualificate. Sul medio periodo si avrà la mancata ricaduta sui territori apportata dalle 280.000 persone che, annualmente, visitavano e fruivano delle attività didattiche offerte dagli ecomusei, oltre all’abbandono di un patrimonio culturale e ambientale, costituto da oltre 70 musei e centri di documentazione (alcuni sono eccellenze nazionali) e da paesaggi caratterizzanti le peculiarità del territorio piemontese.

Quello di Ecomuseo è un concetto complesso: un'entità che prevede il coinvolgimento di un territorio omogeneo e della sua popolazione nel processo di presa di coscienza dei suoi valori culturali, storici, paesaggistici, ambientali. Essere ecomuseo significa amare il proprio territorio, vivere in simbiosi con esso e operare in ogni modo per conoscerlo, nei suoi più diversi aspetti, e per farlo conoscere: alla sua gente, prima di tutto, e poi a chi viene dall'esterno, al turista, che non potrà avere miglior guida di chi il territorio lo vive, lo ama e come tale lo racconta.

Per questo motivo la rete degli ecomusei del Piemonte ha deliberato una serie di iniziative (di cui si allegano il programma dettagliato e la locandina) per sensibilizzare gli amministratori pubblici e la popolazione sul valore degli ecomusei. Dal 12 al 21 novembre si susseguiranno aperture di siti ecomuseali, presentazioni, convegni, feste e incontri per mostrare i valori apportati dagli ecomusei alla Regione Piemonte che per anni si è fregiata del merito di essere stata la prima regione in Italia a credere e investire negli ecomusei.

Non mancheranno i momenti di incontro con gli amministratori regionali a Torino e a Biella, anche in occasione del Workshop annuale degli ecomusei piemontesi, per fare il punto sulla situazione e capire se questa esperienza può avere ancora un futuro.

Il programma, la locandina e il comunicato stampa sono disponibili seguendo questo link.

martedì 2 novembre 2010

Salvare gli Ecomusei

Si moltiplicano le iniziative a favore degli ecomusei del Piemonte, la cui esistenza è messa a rischio dall’azzeramento, per l’anno 2010, dei fondi destinati alla gestione di queste realtà. Alcuni in particolare, rischiano la chiusura già a partire dalla fine dell’anno. Si tratta di realtà, è utile ricordarlo, che non vivono solo dei fondi regionali, ma che in questi trovano la necessaria copertura ad una serie di costi di gestione che non possono essere scaricati sugli utenti, per lo più scuole.

È il caso di Scopriminiera, nella Val Germanasca sopra Torino, dove una miniera di talco è stata trasformata in luogo visitabile, attirando trentamila ragazzi l’anno e dando lavoro ad una quindicina di persone, in un territorio che non offre molti altri sbocchi occupazionali. O dell’Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone che non solo offre attività alle scuole e garantisce l’apertura dei musei, ma ha sviluppato progetti culturali che hanno portato su questo territorio risorse nazionali che altrimenti sarebbero state destinate ad altre aree del paese.

Realtà che rischiano la chiusura per mancanza di fondi e per la salvezza delle quali è in corso una raccolta di firme sia in forma cartacea che su Facebook, mentre i sindaci dei comuni interessati iniziano a scrivere alla Regione, preoccupati per il rischio di veder scomparire realtà che contribuiscono in maniera determinante allo sviluppo dei territori marginali del Piemonte, quelli in sostanza lontani dal capoluogo regionale. Ha anticipato tutti la Provincia del Verbano Cusio Ossola, il cui presidente, Massimo Nobili, ha già preso carta e penna per chiedere un intervento del Presidente del Consiglio Regionale, Valerio Cattaneo, e del consigliere Michele Marinello, entrambi del Verbano Cusio Ossola, per salvare l’Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone.

Una riforma del sistema ecomuseale piemontese, in questi anni cresciuto eccessivamente e senza una chiara strategia di sostenibilità, è peraltro ormai ritenuta inevitabile da tutti. Ciò che sconcerta è che i tagli siano, ancora una volta, orizzontali e proprio per questo vadano a penalizzare soprattutto quelle realtà che in questi anni hanno dato risultati oggettivi e soddisfacenti.

Nel frattempo la Rete degli Ecomusei del Piemonte prepara una serie di iniziative culturali nel fine settimana del 13 e 14 novembre per raccontare cosa fanno gli ecomusei e quali valori apportano ai territori.



ECM



Per maggiori informazioni: Ecomuseo del lago d’Orta e Mottarone tel. 0323.89622; fax 0323.888621; mail: ecomuseo@lagodorta.net


mercoledì 27 ottobre 2010

Io amo il mio territorio, io difendo gli ecomusei!

Cari Amici, chiediamo il vostro supporto in questo momento di difficoltà.
Avendo avuto notizia che i tagli al bilancio regionale sul capitolo
Cultura della Regione Piemonte hanno azzerato il finanziamento agli ecomusei, esprimiamo la nostra preoccupazione per l’ipotizzata chiusura degli ecomusei. 
Dite il vostro NO ALLA... CHIUSURA DEGLI ECOMUSEI sottoscrivendone la causa
Grazie!

martedì 26 ottobre 2010

Una valle che riscuote interesse


Si è svolta la scorsa settimana, presso il Museo dell’Artigianato a Marmo di Massiola, una tre giorni di approfondimento sulla geologia organizzata dall’Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone. Il corso, indirizzato agli operatori e collaboratori dell’ecomuseo, è stato tenuto dal Dipartimento di Scienze della Terra  dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Dopo un’introduzione dedicata alla storia geologica e alle caratteristiche petrografiche della Valle Strona, sono state presentate le caratteristiche dei minerali e i metodi per riconoscerli grazie anche all’uso del microscopio polarizzante. Due le escursioni organizzate sul territorio per raccogliere campioni da analizzare sperimentalmente.
La Valle Strona è un sito d’interesse mondiale dal punto di vista geologico perché consente, nei suoi circa 15 chilometri di lunghezza di osservare una sezione antica  della crosta terrestre che dopo aver subito fenomeni di metamorfismo sul fondo degli oceani è stata innalzata dai poderosi movimenti geologici che hanno portato alla nascita del sistema delle Alpi. Questi temi sono stati illustrati in una serata aperta al pubblico svoltasi venerdì 22 presso la sala consigliare del comune di Valstrona. La serata è stata l’occasione anche per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori di allestimento della sezione geologica del Museo di Sambughetto, facenti parte dell’articolato progetto di Sistema Culturale del Cusio, comprendente numerosi interventi di allestimento, recupero e valorizzazione sul territorio cusiano, di cui è capofila la Comunità Montana e che ha ricevuto il finanziamento della Fondazione Cariplo per quasi un milione di euro.
 

Negli stessi giorni il sito ecomuseale di Marmo e l’area delle cave sono state visitate da una delegazione internazionale della società ERM, che ha potuto scoprire le meraviglie di una valle incantata, rimanendo affascinata dalla compresenza e dall’abbondanza di elementi di interesse naturalistico, geologico, speleologico, folklorico, storico, paleontologico, sportivo e turistico in un’area relativamente circoscritta.

venerdì 22 ottobre 2010

INSEDIAMENTI IN AREA ALPINA TRA PREISTORIA ED ETÀ ROMANA


Inter Alpes
INSEDIAMENTI IN AREA ALPINA TRA PREISTORIA ED ETÀ ROMANA
Convegno in occasione dei quarant’anni del Gruppo Archeologico Mergozzo

Mergozzo, hotel Due Palme, sabato 23 Ottobre 2010
 
 
Ore 9.00 Saluto delle Autorità

Ore 9.15 Annarosa Braganti, Presidente del GAM
Carla Maffioli, ex Presidente Gruppo Archeologico Mergozzo
Impegno e passione lungo quarant’anni

Ore 9.30-12.00 Sessione mattutina: Insediamenti alpini nella preistoria e protostoria
Presiede: prof. Paola Piana Agostinetti

Alberto De Giuli, Gruppo Archeologico Mergozzo
Gli insediamenti stabili nella preistoria sul territorio mergozzese

Andrea Del Duca, Ecomuseo del lago d’Orta e Mottarone
Siti d’altura nell’area cusiana in età preistorica e protostorica

Marina Uboldi, Civico Museo archeologico Como
Il castelliere dell’età del Bronzo sul Monte Caslè di Ramponio Verna (CO)

Philippe Della Casa, Eva Carlevaro, Museo Nazionale Svizzero - Università di Zurigo
Dinamiche del popolamento antico nell’area alpina (con riferimento agli insediamenti protostorici della Svizzera meridionale)

Ausilio Priuli, Museo d’arte e vita preistorica di Capodiponte (BS)
L’antropizzazione antica in alta valle Camonica: insediamenti di tipo retico tra i 1000 e i 1800 m di altitudine

Matteo Dolci, ricercatore indipendente
Dal Verbano verso le Alpi: percorsi e problemi

Conclusioni della prima sessione

Ore 12.00-13.00
Visita del Civico Museo Archeologico di Mergozzo
e della sezione “Poster” presso il Porticato delle Cappelle

Ore 13.00-14.30 Pausa pranzo
Per i partecipanti al convegno possibilità di pranzo a buffet con prodotti tipici ossolani presso l’Hotel Due Palme.

Ore 14.30-17.00 Sessione pomeridiana: Insediamenti alpini in età romana
Presiede: prof. Gemma Sena Chiesa

Giuseppina Spagnolo Garzoli, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte
Tra Leponti e Romani. Aspetti del popolamento nelle valli ossolane

Serena Solano, Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
Forme “minori” del popolamento in Valcamonica (BS) fra età del Ferro e romanizzazione:
il caso di Berzo Demo

Elena Poletti Ecclesia, Civico Museo archeologico Mergozzo
L’insediamento romano di Muregocium

Rosanna Janke, ricercatrice indipendente
Il vicus di Muralto e l’alto Verbano in epoca romana

Patrizia Framarin, Alessandra Armirotti, Ufficio Beni Archeologici - Aosta
Frequentazione e insediamento d’altura in età romana: aggiornamenti e nuovi dati da siti della Val d’Aosta

Fulvia Butti, Società archeologica comense
In radicibus Alpium: le comunità lariane trait-d’union tra montagna e pianura

Conclusioni della seconda sessione e discussione

SEZIONE POSTER
(presso il Porticato delle Cappelle)

Gruppo archeologico Mergozzo
Carta di distribuzione dei siti preistorici e protostorici del VCO

Gruppo archeologico Mergozzo
Carta di distribuzione dei siti d’età romana del VCO

Andrea Del Duca, Ecomuseo del lago d’Orta e Mottarone
Ameno (NO): abitato e necropoli dell’età del Ferro

Carlo Manni, GASMA - Arona
Basso Verbano e Vergante: evoluzione del popolamento antico

Fabio Copiatti, Gruppo Archeologico Mergozzo
Incisioni rupestri e scivoli della fertilità nei dintorni dell’insediamento protostorico di Miazzina (VB)

Marina Giorgi, Stefano Martinelli
La necropoli di Rovello Porro (CO) tra percorsi di pianura e l’attraversamento delle Alpi

Il Civico Museo Archeologico di Mergozzo (via Roma 8) e la sezione poster saranno visitabili dalle 12.00 alle 18.00.

giovedì 21 ottobre 2010

Quarto concerto per Arte delle Muse: Evangelina Mascardi a Gozzano

Evangelina Mascardi, tiorba e chitarra
24 ottobre 2010, ore 21
Sala degli Stemmi, Gozzano (Novara)
Lusinghevole Passeggio
Musiche di Bellerofonte Castaldi e Santiago de Murcia.

Quarto appuntamento della rassegna concertistica L'arte delle muse

Evangelina Mascardi nata a Buenos Aires (Argentina) nel 1977 ora vive in Italia. Studia chitarra con Gabriel Schebor e Silvia Fernandez presso la Escuela Nacional de musica J. P. Esnaola dove ottiene il diploma di Maestra Nacional de Musica. 
Come chitarrista svolge una intensa attività concertistica e vince nel 1995 il concorso Jovenes Guitarristas Argentinos. Nel 1997 si trasferisce in Europa per studiare il liuto con il Hopkinson Smith nella Schola Cantorum Basiliensis, dove ottiene il Solisten Diplom. Vince la borsa di studi Juenge Kuenstler unten 25 Jahre Alt della Fondazione Fritz Gerber di Zurigo per giovani artisti. Ottiene il diploma di liuto presso il Conservatorio di Musica Benedetto Marcello di Venezia, con Tiziano Bagniati. 
Come solista è stata invitata in diversi Festival in tutta Europa. Ha registrato il suo primo CD da solista con musiche di Weiss e Bach per liuto barocco per ORF (Austria), ottenendo il prestigioso premio Diapason Decouverte, della rivista francese Diapason. 
Come continuista collabora regolarmente con i più prestigiosi ensemble internazionali. Ha registrato per Naïve, Harmonia Mundi, Archiv, Alpha, Zig-Zag Territoires.

mercoledì 20 ottobre 2010

Conoscere la geologia della Valle Strona

Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone
Comune di Valstrona
Comunità Montana Due Laghi Cusio Mottarone e Val Strona

Con la collaborazione scientifica dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Dipartimento di Scienze della Terra.

Vi invitano alla conferenza

Conoscere la geologia della Valle Strona
Peculiarità di un sito geologico d’interesse mondiale

Valstrona, Sala Consiliare
venerdì 22 ottobre 2010, ore 21

La Valle Strona è una valle montana con caratteristiche uniche dal punto di vista geologico e petrografico, che ne fanno una meta ideale per i geologi di tutto il mondo. Con l’ausilio di immagini delle sezioni delle rocce al microscopio verranno spiegate le caratteristiche che rendono la valle un unicum nell’intero arco alpino.

PROGRAMMA
Saluti della autorità
Conoscere la geologia della Valle Strona
Antonio Rossi ed Ermanno Galli,
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Dipartimento di Scienze della Terra

Prospettive attuali e future dell’istituendo Museo di Sambughetto.
Maria Grazia Zeqireja,
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Dipartimento di Scienze della Terra

Potenzialità per un percorso di visita della Val Strona
come polo di attrazione turistico-culturale
Andrea Del Duca, Enrico Zanoletti
Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone - Geoexplora

INGRESSO LIBERO

venerdì 1 ottobre 2010

GIROLAGO D`AUTUNNO RIMANDATO A DOMENICA 10

A causa delle avverse condizioni climatiche, l`escursione prevista per domenica 3 ottobre sarà effettuata
DOMENICA 10 OTTOBRE
In caso di maltempo il percorso potrà subire delle variazioni, ma l`escursione sarà comunque effettuata.

venerdì 24 settembre 2010

L'arte delle muse a Piazza Verdi su Radio Tre Rai

Valorizzare i siti minori attraverso l’industria della musica classica che diventa veicolo di promozione turistica. Questo l’obiettivo da raggiungere con il progetto in sinergia tra l’etichetta Arcana e l’Ecomuseo Cusius che vede nell’organizzazione di una rassegna concertistica itinerante, "L'arte delle muse", lo strumento per coinvolgere quelle terre che si estendono tra le provincie di Novara e di Verbania: il Cusio. Territorio custode di un’eredità storica e artistica che trova nel turismo culturale una nuova opportunità per la sua ripresa economica. Cinque concerti in programma daranno origine ad altrettante registrazioni discografiche che permetteranno di promuovere, in tutto il mondo, il Cusio e il suo patrimonio artistico e paesaggistico.

Le più belle chiese, i più prestigiosi palazzi storici diventano sale di incisione dove ambientare la registrazione di Cd di musica classica. L’acustica perfetta, lo splendido contesto paesaggistico e naturale in cui sono inseriti, l’assenza di inquinamento acustico, sono le caratteristiche idonee alla registrazione, richieste sia dagli artisti, sia dai tecnici del suono. I Cd sono distribuiti in 16 Paesi, grazie alla collaborazione di Outhere, l’azienda belga tra i principali distributori internazionali di prodotti audiovisivi. Dagli Stati Uniti all’Australia; dal Canada al Giappone e tutti i principali Stati europei potranno così conoscere e apprezzare non solo la qualità artistica dei dischi, ma il luogo e il territorio in cui hanno avuto origine.
Si crea così un legame forte con il territorio e gli enti che lo rappresentano per dare vita, attraverso il linguaggio della musica classica, a un progetto culturale coerente e continuativo, finalizzato alla valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggistico e a fare percepire l’importanza della sua eredità e del suo prestigio e creare opportunità che possono a loro volta incrementarne il valore.

giovedì 23 settembre 2010

La Finestra sul Lago ci scrive


Prima di tutto GRAZIE
Grazie a voi che siete stati il nostro pubblico attento, competente, fedele, puntuale e rispettoso, senza del quale il nostro sforzo sarebbe stato vano.
Grazie a tutti i musicisti che hanno accettato il nostro invito e sono stati disponibili a venirci incontro nelle loro richieste, senza di loro non avremmo potuto realizzare un programma così vario e interessante
Grazie a tutte le Amministrazioni che ci hanno sostenuto finanziariamente (i comuni dell’Unione dei Comuni del Cusio: Pella Orta Pogno Soriso e Gozzano, i comuni novaresi S. Maurizio d’Opaglio, Cressa, Pettenasco, Suno, i comuni del VCO Nonio, Casale Corte Cerro, Gravellona Toce) in totale 12 Paesi a Sei Corde
Grazie alla Sala Tallone, alla pro loco di Legro, all’ente parchi del Sacro Monte di Orta, a Enel Green Power per la disponibilità dimostrata nell’aprire gratuitamente o a prezzi agevolati la loro casa, la piazza, la chiesa, la centrale.
Grazie a tutti i sacerdoti che hanno aperto la propria chiesa per ospitare i concerti, dimostrando così di capire e valorizzare il senso comunitario della musica.
Grazie a tutti coloro che nei diversi comuni si sono prestati ad aprirci le porte dei cortili e delle sale.
Grazie alle fondazioni bancarie (Fondazione Banca Popolare di Novara, Fondazione Comunitaria del Novarese, Fondazione Comunitaria del VCO) che hanno dato il loro contributo affinchè la manifestazione si realizzasse.

lunedì 20 settembre 2010

Il Camminante. Teatronatura tra teatro e poesia del territorio.


Il 10 e 12 settembre alle 17.00 e alle 15.30 è stato presentato, lungo l’Antica Via degli Scalpellini, tra San Maurizio e Alzo, lo spettacolo itinerante nella natura “Il Camminante”, una coproduzione tra Teatro delle Selve e O’Thiasos TeatroNatura di Roma, tratto da un racconto di Laura Pariani (Premio Selezione Campiello 2010).
 

lunedì 5 luglio 2010

Gli ecomusei al XIII Workshop internazionale del MINOM

Il ruolo sociale dei musei: questo il tema centrale del XIII workshop del MINOM (Mouvement International pour la Nouvelle Muséologie) tenutosi ad Amsterdam dal 28 al 30 giugno.
Al seminario è stato invitato il Laboratorio Ecomusei della Regione Piemonte: gli ecomusei piemontesi, infatti, grazie alle loro modalità di coinvolgimento delle popolazioni locali e al loro approccio trasversale allo studio e alla valorizzazione del patrimonio, rappresentano un esempio concreto molto importante per la tematica ecomuseale.
Numerosi i museologi, gli operatori e i ricercatori, provenienti da diversi Paesi, che hanno raccontato le proprie esperienze e hanno condiviso la stessa voglia di capire la direzione verso cui l’attività culturale si sta muovendo oggi. Il lavoro in rete e la necessità di creare comunità di operatori a livello internazionale, sono alcuni dei bisogni che i partecipanti hanno espresso  come prioritari per il futuro. Ecco perché il nostro modo di operare secondo un sistema formalizzato, la nostra capacità di interagire a diversi livelli istituzionali e di coinvolgere target differenti, sono stati guardati con grande ammirazione e hanno permesso di aumentare il credito che gli ecomusei hanno nel contesto museologico internazionale.
Durante il workshop è stata inoltre presentata la nuova versione, ampliata e aggiornata, del sito web interactions-online, creato e gestito da Hugues de Varine, ideatore del concetto di ecomuseo. Il portale sarà il punto di incontro virtuale dove poter scambiare, apprendere e diffondere tutto il bagaglio di conoscenze e le informazioni relative alla valorizzazione e gestione del patrimonio locale. Un “luogo” dove gli operatori di tutto il mondo potranno cooperare e dialogare. Il ruolo del Laboratorio Ecomusei e della Rete piemontese è sarà, anche in questo caso, utile per diffondere l’esperienza acquisita in questi anni e per far conoscere la nostra realtà a livello internazionale.


 
Ilaria Testa, Laboratorio Ecomusei

Per saperne di più:
www.interactions-online.com
www.minom-icom.net
www.english.reinwardtacademie.nl/en

domenica 4 luglio 2010

A CACCIA DI TESORI



Dopo il censimento delle Madonne lignee, chiuso al temine del 2009, l’associazione Cusius di Miasino lancia una nuova ricerca: statue lignee di Crocefissi e Santi nel Cusio e in valle Strona, dal medioevo al settecento.
Il progetto - ancora una volta finanziato dalla fondazione Banca Popolare di Novara per il Territorio e sostenuto dalla Sovrintendenza per i beni storici e artistici del Piemonte – è stato presentato lo scorso 2 luglio nella chiesa parrocchiale di san Biagio, a Nonio. Sarà coordinato dagli storici locali Fiorella Mattioli e Dorino Tuniz e si avvarrà della collaborazione delle due esperte in storia dell’arte che già hanno lavorato in precedenza, Susanna Borlandelli e Marina Dell’Omo. Gli studiosi ‘batteranno’ il territorio, con la collaborazione dei parroci, dell’Ufficio diocesano per i beni culturali e di quanti volontari vorranno rendersi disponibili, per raccogliere documentazione storica, artistica e fotografica relativa al grande patrimonio presente in tutti i paesi del Cusio. I risultati della ricerca verranno poi riversati in un grande archivio informatico, in modo da poter essere disponibili a chiunque ne sia interessato.
All’evento - reso più solenne dalla musica sacra di don Guseppe Novarina, eseguite all’organo dal maestro Alessio Lucchini – hanno partecipato il sindaco di Nonio, Mauro Covini, il parroco don Renato Sacco, la sovrintendente Valeria Moratti e il segretario della fondazione Banca di Novara, Dario Lorenzini.

venerdì 18 giugno 2010

Rinvio Girolago

A causa del perdurare dell’instabilità meteorologica, per il forte rischio di precipitazioni nella mattina di domenica, siamo costretti a rinviare nuovamente “Il percorso naturalistico” di Scopriamo Girolago, da Pella a Omegna.
La nuova data è domenica 27 giugno, con le modalità organizzative già previste.
Ci scusiamo per questo ennesimo contrattempo.

giovedì 17 giugno 2010

Maltempo

Le previsioni del tempo sono molto incerte sulle condizioni per domenica. Domani mattina decideremo se effettuare o meno la camminata di Scopriamo Girolago da Orta a Pella.

lunedì 14 giugno 2010

Gli Ecomusei al Festival Internazionale dell’Oralità Popolare


Gli Ecomusei della Rete del Piemonte saranno presenti all’edizione 2010 del Festival Internazionale dell’Oralità Popolare e saranno alcuni dei protagonisti che, dal 18 al 20 giugno, invaderanno le principali piazze del centro storico di Torino con iniziative e performance di varia natura.
L’oralità popolare sarà il tema portante che farà da sfondo a incontri, tavole rotonde, concerti, letture, danze e molto altro. Sarà l’occasione per scoprire se, in un’epoca in cui le nuove generazioni rischiano di avere “maestri” imposti dalla società dei consumi, dove la superficialità dell’incontro non permette nessun radicamento o riconoscimento di una comunità culturale, sia ancora possibile ascoltare, imparare e condividere valori comuni.
L'oralità è quella che ha tramandato a tutti noi storie, canti, musiche, ricette di cucina e, attraverso la gestualità, le danze rituali, i riti magici e le abilità artigianali. Un patrimonio intangibile di cui anche gli ecomusei si fanno portatori e interpreti con l’obiettivo di salvare una porzione importante di quel patrimonio in cui una comunità si riconosce. Testimoni d’eccellenza di un sapere locale destinato a scomparire, gli ecomusei porteranno, durante la manifestazione torinese, conoscenze e saperi da tutto il territorio regionale.
La scelta di ospitare il Festival a Torino, città di incroci culturali, è stata naturale trattandosi di un luogo che per vocazione sperimenta nuove convivenze; e oggi, più che in altri momenti, è pronta a confrontarsi con numerose comunità migranti desiderose di essere presentate come patrimonio d’umanità, portatrici di nuovi valori.
La sfida che la Rete Italiana di Cultura Popolare si pone è, però, ancora più complessa: non si tratta solo di individuare e valorizzare i portatori della tradizione per facilitare il passaggio dei saperi, ma anche di confrontarsi con i nuovi cittadini in cammino verso l’Europa dall’Africa, dall’Asia e dalle Americhe, presenze che ormai rappresentano una realtà d’integrazione quotidiana.
Durante le tre giornate gli ecomusei, insieme a tutti gli altri protagonisti della Rete e dell'Oralità Popolare provenienti da ogni parte d'Italia e del Mondo, saranno dunque pronti a conoscere le altre comunità presenti e a mostrare le loro peculiarità e daranno vita, con il pubblico presente, a situazioni coinvolgenti a vari livelli.

L’Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone parteciperà al festival proponendo un laboratorio sulla fabbricazione della carta a cura dell’Associazione Laboratorio di Arti visive di Granerolo.



Per info:
www.reteitalianaculturapopolare.org
www.ecomusei.net

Rif.:
Ilaria Testa – Laboratorio Ecomusei
011 432 3845
ecomusei.piemonte@regione.piemonte.it


Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone
Tel. 0323.89622; fax 0323.888621; ecomuseo@lagodorta.net;
http://www.lagodorta.net

mercoledì 26 maggio 2010

Conferenza stampa di un paese a sei corde



Martedì 25 maggio è stato presentato, durante una conferenza stampa svoltasi sulla motonave Ortensia, il programma 2010 di "Un paese a sei corde".

Giunto alla quinta edizione, Un Paese a Sei Corde proseguirà nella direzione già intrapresa negli anni passati, forte dei riscontri di pubblico ottenuti. Con l’intento di proporre un percorso artistico e musicale ricco di tutte le sfumature e potenzialità che la chitarra acustica può offrire.
L'impronta artistica sarà pertanto la più ampia possibile, con chitarristi fingerstyle e flatpicking in grado di interpretare musica tradizionale quanto quella moderna, di rielaborare in maniera originale brani famosi e di dare vita ad una produzione originale eterogenea e stimolante.
Oltre al consueto spazio dedicato alla Chitarra Femminile Singolare, riservato alla classica per una volta tutta con interpreti del gentil sesso, per la prima volta quest’anno si esibiranno anche esponenti della canzone d’autore italiana; sempre e comunque accompagnati dalla chitarra.
Come di consueto, l'iniziativa sarà ad ingresso gratuito per tutti gli appassionati di quello che, pur essendo un genere di nicchia, richiama e raccoglie appassionati in tutta Europa. La cornice naturale delle location selezionate, in collaborazione con i Comuni dell'Unione, fornirà poi un valore aggiunto di notevole valore turistico alle esibizioni ed agli eventi proposti: sfondi di Chiese antiche, di scorci panoramici, di angoli inconsueti da scoprire e valorizzare.

Convegno di studi sulle parlate locali

PARLATE LOCALI DEL VERBANO CUSIO OSSOLA E ALTO NOVARESE

La Compagnia dij Pastor - associazione cusiana per lo studio e la valorizzazione del patrimonio linguistico e culturale tradizionale – in collaborazione con la città di Omegna e il comune di Pieve Vergonte, nel quadro della Fèsta dal Solstizi d’Istà 2010, propone PARLATE LOCALI DEL VERBANO CUSIO OSSOLA E ALTO NOVARESE - TESTIMONIANZE DI RICERCATORI E APPASSIONATI. Un’occasione per fare il punto sui ‘lavori in corso’ nel campo della conservazione e valorizzazione della cultura tradizionale e delle parlate locali, tra dialetti e lingue regionali.
PIEVE VERGONTE, CENTRO CULTURALE MARIO MASSARI
Sabato 12 giugno 2010, ore 15,00 – 18,00
Dopo il saluto delle autorità sono previsti gli interventi di Albina Malerba, direttrice della Ca dë Studi Piemontèis – Centro Studi Piemontesi di Torino, Massimo M. Bonini, presidente della Compagnia dij Pastor, Silvano Ragozza, ricercatore locale.
Seguiranno le testimonianze portate da ricercatori e appassionati provenienti da tutta la zona.
Hanno sin ora assicurato la loro presenza la Pro Senectute di Omegna, il circolo culturale La Marenca di Oggebbio, la Pro Loco di Quarna Sopra, l’Academia dal Risón di Novara e vari appassionati a titolo personale. Moderatore dell’incontro sarà il noto giornalista e scrittore ossolano Benito Mazzi.
L’iniziativa è patrocinata da Ecomuseo Cusius del Lago d’Orta e Mottarone e analogo sostegno è stato chiesto alla Provincia del Verbano Cusio Ossola.

Sabato 19 giugno la manifestazione si sposterà a Omegna, località Monte Zuoli – Giardini della Torta in Cielo, dove, alle ore 21, verrà acceso il Falò del Solstizio, con accompagnamento di musica tradizionale.

mercoledì 7 aprile 2010

Dona il 5 per 1000 all’Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone


Anche quest’anno il contribuente può destinare la quota del 5 per mille della sua imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).

La scelta si effettua firmando in uno dei cinque appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione (Modello Unico PF, Modello 730, ovvero apposita scheda allegata al CUD per tutti coloro che sono dispensati dall’obbligo di presentare la dichiarazione).

Oltre alla firma, il contribuente può indicare il codice fiscale del singolo soggetto cui intende destinare direttamente la quota del 5 per mille.

La scelta di destinazione del 5 per mille e quella dell'8 per mille (Legge 222/1985) non sono in alcun modo alternative fra loro.

L’Ecomuseo Cusius è un associazione culturale (C.F. 93016190030) che destina interamente i fondi del 5 per 1000 ad attività culturali del territorio del lago d’Orta, della Valle Strona e del Mottarone.

Nel 2009 i fondi del 5 per 1000 hanno consentito di aprire al pubblico molti musei e punti visita del territorio che altrimenti sarebbero rimasti chiusi.

Se desiderate sostenere le attività dell’ecomuseo donate il 5 per 1000 firmando negli appositi riquadri e indicando il codice fiscale dell’ecomuseo (93016190030).

Per ulteriori informazioni è possibile contattare la segreteria dell’Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone:
orari: 9,00 - 13.00 / 14,00 - 17,00 dal lunedì al venerdì.
info: Tel. 0323.89622; fax 0323.888621 e mail: ecomuseo@lagodorta.net
C.F. 93016190030

domenica 28 marzo 2010

RINNOVATO IL DIRETTIVO DI ECOMUSEO

QUATTRO DOMANDE AL PRESIDENTE
Lo scorso 23 marzo l’assemblea ordinaria dell’Ecomuseo del Lago d’Orta e del Mottarone ha proceduto al rinnovo delle cariche sociali, riconfermando alla presidenza il professor Massimo M. Bonini, rappresentante del comune di Casale Corte Cerro. Queste le sue dichiarazioni.

Presidente, la sua riconferma quale segnale dà al territorio del Cusio?
Direi che la riconferma - non solo mia, ma di tutti i consiglieri uscenti che hanno rinnovato la disponibilità a proseguire il lavoro intrapreso sei anni fa: Rolando Balestroni, Giovanni Crippa, Aldo Maulini ed Emanuela Valeri, cui si aggiungono Bruna Giop e Attilio Pirali – sia un riconoscimento al lavoro svolto, all’impegno profuso e soprattutto al valore delle scelte effettuate. Ecomuseo è molto cresciuto, tanto per numero di soci – da 25 a 36 – quanto per numero e qualità delle attività svolte. Ormai non c’è, in zona, iniziativa culturale di un certo spessore che non ci veda in qualche modo coinvolti, a testimonianza della competenza e affidabilità del nostro staff interno e dei nostri numerosi collaboratori esterni, molti dei quali, ci tengo a sottolinearlo, volontari. E, a questo proposito, permettetemi di ringraziarli, questi volontari e tra loro, in particolare, i due consiglieri che, per motivi squisitamente personali, non hanno voluto continuare la loro avventura con noi: Eliseo Mascolo e Renato Sartori.

Avete di fronte altri tre anni di lavoro. Quali i programmi e le priorità?
Siamo coinvolti nel progetto per i Sistemi Culturali del Cusio – capofila la comunità montana Cusio Mottarone Valstrona Due Laghi – attraverso il quale disponiamo dei finanziamenti per proseguire nell’opera di ristrutturazione della sede sociale di Pettenasco. Il prossimo obbiettivo è la Porta dell’Ecomuseo, l’edificio prospiciente la strada regionale che servirà da vetrina per le attività, sia interne che dell’intero territorio. Intanto si cercheranno i finanziamenti per il terzo e ultimo lotto, che prevedrà le sale per mostre, conferenze, riunioni e attività didattiche. Altro nodo da affrontare sarà quello dei rapporti con la Regione Piemonte e del suo finanziamento all’intero sistema degli ecomusei piemontesi. E poi il rilancio di quell’idea di distretto culturale che permetta di mettere in rete tutti gli operatori del territorio e far nascere un vero e forte sistema organizzativo.

Nuovi siti museali?
Sta nascendo il polo culturale della media valle Strona, con i siti di Marmo e Sambughetto. Il comune di Casale Corte Cerro completerà, speriamo a breve, i lavori di recupero dell’ex latteria sociale, che diverrà museo della civiltà contadina e della storia locale. Abbiamo poi richieste d’intervento sul territorio del Mottarone.

E Girolago?
Girolago è stata la più bella scommessa vinta da Ecomuseo. L’iniziativa dei comuni del Cusio è cresciuta notevolmente, coinvolge svariate centinaia di persone ogni anno e sta portando il nome del lago d’Orta ai massimi livelli del turismo ambientale. Si sta posando la segnaletica, che permetterà di usufruire dei percorsi anche al di fuori delle giornate organizzate e si stanno aggiungendo sempre nuovi ‘raggi’ che portino a scoprire angoli nascosti e suggestivi, spesso sconosciuti agli stessi ‘indigeni’.

mercoledì 13 gennaio 2010

Traversata del Lago d’Orta 2009



Al Presidente

dell’ECOMUSEO

PETTENASCO



Oggetto: Traversata del Lago d’Orta 2009



A nome dell’ANPAS Cusio Sud Ovest
desidero esprimere sentiti ringraziamenti per l’aiuto offerto per la riuscita della manifestazione natatoria lacustre, che ha permesso di riscuotere successo in ambito interregionale , dal punto di vista sportivo, turistico ed umanitario.

L’incasso della manifestazione è stato devoluto all’ organizzazione umanitaria Emergency che opera a favore del Centro Pediatrico di Kartoum ( Sudan ).

La manifestazione del 2010 si terrà domenica 4 luglio .


Colgo l’occasione per augurare Buon Anno nuovo


Cordiali Saluti

Orta S.Giulio 01/01/2010


L’organizzatore
Mauro Bertona Tedaldi

martedì 12 gennaio 2010

Costituita la “Rete degli Ecomusei del Piemonte”.




Il 21 dicembre 2009 si è costituita l’associazione “Rete degli Ecomusei del Piemonte” di cui sono soci fondatori 21 ecomusei istituiti dalla Regione Piemonte ai sensi della L.R. 14 maggio 1995 n. 31, gli altri 4 ecomusei regionali istituiti hanno manifestato l’interesse ad aderire ma, per motivi amministrativi, l’adesione verrà formalizzata solo nei prossimi mesi.

L’Associazione, costituita a supporto delle attività di cooperazione degli associati, si prefigge gli scopi di:
- rappresentare gli interessi della Rete e degli associati nei confronti delle istituzioni, di altre realtà italiane ed internazionali;
- svolgere attività di ricerca, studio, riflessione, confronto, progettazione e valutazione su tematiche di interesse degli ecomusei;
- lavorare in rete per ottimizzare azioni e risorse ed essere più efficaci ed efficienti.

I 25 ecomusei regionali sono stati istituiti in fasi successive a partire dal 1996 (gli ultimi 7 stanno avviando ora le loro attività), hanno svolto un ruolo insostituibile nella valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e socioeconomico locale.
Gli ecomusei rappresentano un fondamentale punto di incontro tra le istituzioni e la popolazione locale per una valorizzazione condivisa e partecipata delle risorse ambientali e culturali. La crescita dei saperi e delle capacità individuali e collettive apportate dagli ecomusei e i principi di coesione sociale e territoriale che hanno caratterizzato il loro agire sono valori e pratiche fondamentali per lo sviluppo sostenibile dei territori.
La rete degli ecomusei regionali è ora una realtà significativa, capace di rappresentare aspetti peculiari del territorio piemontese, di mettere in comune un patrimonio di esperienze e ha grandi possibilità ancora inespresse.
L’azione degli ecomusei ha consentito, in questi anni, la valorizzazione e l’apertura al pubblico di una settantina di siti culturali (musei, edifici produttivi recuperati, paesaggi di pregio,…….) con un totale complessivo annuale di circa 130.000 visitatori, cui si aggiungono circa 4500 ricercatori e studenti che si rivolgono ai centri di documentazione (biblioteche, mediateche, ecc.) attivati dagli ecomusei. Intensa l’attività con le scuole, con oltre 70 mila studenti coinvolti ogni anno nelle attività e nei progetti didattici. Gli ecomusei svolgono inoltre una parte consistente delle loro attività direttamente sul territorio, con l’organizzazione di eventi culturali ed escursioni, con un totale di oltre 85 mila partecipanti. A questo pubblico di oltre 280 mila fruitori diretti si aggiungono quanti (150 mila) fruiscono annualmente dell’attività di informazione tramite il web. Gli ecomusei, tuttavia, non si limitano a conservare e promuovere il territorio, ma collaborano attivamente con gli altri soggetti locali, partecipando alla realizzazione di progetti di sviluppo locale, il cui valore complessivo è stimabile in oltre 4 milioni di euro.

Purtroppo la situazione in cui si trovano ad operare gli ecomusei agli inizi del 2010, per carenza e certezza di risorse finanziarie, è drammatica, tanto da ipotizzare la fine del sistema ecomuseale piemontese che per anni è stato un vanto della nostra Regione e riferimento di buone pratiche per altre, che in tempi recenti hanno attivato iniziative analoghe.
Evidenti sarebbero gli effetti negativi sui territori interessati e con l’inevitabile perdita del posto di lavoro da parte di circa 160 persone impiegate (una cinquantina a tempo pieno) all’interno delle strutture gestionali degli ecomusei, oltre a quelle non quantificate nell’indotto (turismo, agricoltura, artigianato, commercio..) posti di lavoro tanto più preziosi in quanto la più parte interessano territori marginali.
Come incomprensibile sarebbe la perdita di uno “strumento” che contribuisce ad accrescere la consapevolezza degli abitanti sull’importanza del patrimonio culturale e ambientale locale e con la loro partecipazione se ne prende cura e lo valorizza a beneficio della collettività. Un “modello” per mettere, finalmente, in atto quelle politiche “di rete” e “di sistema” più volte invocate e annunciate come soluzione ai problemi del paese anche in campo culturale.
La volontà dell’associazione è di cercare un confronto organizzato e costruttivo con la Regione Piemonte per garantire e per migliorare l’azione degli ecomusei, che deve essere coerente con le politiche regionali, quindi, finalizzata ad apportare valori sociali e ambientali alle comunità locali e a ottimizzare l’uso delle risorse finanziarie pubbliche dei cui limiti gli ecomusei sono ben consapevoli.

11 gennaio 2010

lunedì 11 gennaio 2010

17 GENNAIO, GIORNATA NAZIONALE DEL DIALETTO


Nella ricorrenza di sant’Antonio abate, uno dei più ‘antichi’ patriarchi della chiesa cristiana, legato a moltissime pagine della cultura tradizionale, si celebra la giornata nazionale dei dialetti.
L’idea, lanciata sulle pagine internet, più precisamente attraverso il social network Facebook, dal novarese Giorgio Ravizzotti, è stata accolta in tutt’Italia da moltissimi appassionati che si sono presi l’impegno, in quel giorno di pubblicare qualcosa, ognuno nel proprio dialetto, sui loro siti e sulle loro pagine web.
Da noi il testimone è’ stato raccolto dalla novarese Academia dal Risón e dalla cusiana Compagnia dij Pastor. Gli appassionati di dialetti sono quindi avvertiti: domenica 17 lä grän rägnàa dël mond (world wide web) sarà tutta per loro…

venerdì 1 gennaio 2010

AUGURI


A tutti gli amici di Ecomuseo i migliori auguri per un sereno e proficuo 2010.

A Ecomuseo Cusius i migliori auguri di riuscire a sopravvivere alla bolsa mentalità di certi politicanti...
Per informazioni telefonare (0323.89622) o inviare un fax (0323.888621)
all' Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone (orari: 9,00 - 13.00 / 14,00 - 17,00 dal lunedì al venerdì). info : ecomuseo@lagodorta.net P.IVA 01741310039 - C.F. 93016190030