venerdì 26 novembre 2010

Carlin Petrini sugli ecomusei



"Gli Ecomusei sono un baluardo di cui si parla poco in un Paese che sembra franare: meritano sostegno perchè sono un modo di avere cura dell'Italia, nonchè una via concreta al turismo sostenibile." (Petrini, Repubblica - 24/11/2010)

Carlin Petrini, fondatore del movimento internazionale Slow Food e ideatore di Terra Madre, il salone dedicato allo sviluppo sostenibile e ai contadini del mondo, si fa portavoce dell’importanza degli Ecomusei in un articolo su Repubblica del 24 Novembre 2010.

Non esistono soltanto musei che si possono visitare entrando in un edificio, ma ci sono anche gli Ecomusei. La loro è una storia iniziata negli anni Settanta in Francia, ma che ha trovato terreno fertilissimo in Italia in anni più recenti, con la loro istituzione mediante leggi regionali. Si tratta di musei aperti, viventi, che al contenitore classico (l’edificio) sostituiscono un intero territorio, alla collezione esposta il patrimonio materiale e immateriale della comunità, mentre il pubblico che ne fruisce è in primis la poolazione stessa e poi chi ha piacere di visitare quelle zone. 
L’ecomuseo è quindi un concetto, complesso, che si può tradurre in miriadi di attività diverse in grado di acquistare ancora più valore se messe in rete. Ci sono ecomusei dedicati al paesaggio, ad antichi mestieri o a produzioni locali storiche, alla memoria, a minoranze culturali o a interi ecosistemi plasmati da secoli di attività agricola. La lista è infinita e spesso diverse cose si combinano tra loro. Essi rappresentano un territorio e la sua specificità, ma alla staticità dell’esposizione museale classica sostituiscono la vitalità di un progresso continuo, espressione della comunità, di ciò che è stato e ciò che potrà essere un luogo. Da qualche anno si è arrivati a una definizione condivisa: “Un patto con il quale la comunità si prende cura di un territorio“. 
Cura: una parola fondamentale per chi vuole esprimere amore per  qualcosa, e che viene troppo spesso ignorata da chi dovrebbe tutelare il nostro patrimonio ambientale e culturale. Un ecomuseo è un orizzonte spazio-temporale in cui ritrovare i ritmi del passato, i quali si ricombinano in pratiche che dialogano con il presente. Uno spazio in cui si può individuare nella tradizione un percorso comune per ricostruire un futuro di umanità. E’ un nuovo modello di sostenibilità, che protegge e patrimonializza tanto la biodiversità quanto la nostra etnodiversità. 
La rete in Italia è partita dal ’95 dal Piemonte, che fa oggi da capofila. In tempi di crisi questi progetti sono tra i primi a soffrire della scarsità di risorse pubbliche, ma ormai sono una realtà importante nel Paese e siccome i progetti sono affidati alle comunità stesse, a tanti volontari, siamo sicuri che continueranno a sopravvivere e a proliferare. 
Gli ecomusei sono un modo esemplare di vivere slow la propria terra; messi tutti insieme sono un catalogo della ricchezza del nostro paese e una risorsa turistica non indifferente. 
Oltre alla varietà di esperienze del Piemonte, che vanta il sedici per cento del territorio regionale sotto forma di ecomuseo, vorrei citare su tutti l’ecomuseo del Casentino in provincia di Arezzo. Esso permette di leggere nella sua completezza e ricchezza una zona un po’ fuori dalle rotte turistiche più battute, e dimostra come l’ecomuseo sia un ottimo strumento per valorizzare zone ritenute marginali. Raccoglie, nel contesto dei comuni della Comunità Montana Casentina, diversi sistemi che fanno capo ad altrettanti centro documentali o laboratori: il sistema dei castelli, i sistemi del bosco e dell’acqua, quello agro-pastorale ma anche quelli manifatturiero ed archeologico. C’è una “banca della memoria” a testimonianza di quanto le esperienze passate siano importanti e cruciali per il nostro sguardo rivolto in avanti, ma è bellissimo come si sviluppi attraverso i temi portanti degli insediamenti in questa regione, curando tanto le attività dell’uomo, quanto la natura circostante e le continue interazioni tra di loro. Gli ecomusei sono un baluardo di cui si parla poco in un Paese che oggi sembra  franare: meritano sostegno perchè sono un modo di avere cura dell’Italia, nonché una via concreta al turismo sostenibile.

(Carlin Petrini, La Repubblica, 24/11/2010)

martedì 16 novembre 2010

Incontro tra Ecomusei e Regione Piemonte

TORINO - Delegazione della rete degli Ecomusei del Piemonte oggi a Palazzo Lascaris. La protesta: a rischio una risorsa per il territorio a causa del taglio dei fondi regionali. L'assessore: garantiremo i fondi per il 2010


*Al termine della seduta del Consiglio regionale del 16 novembre il presidente dell’Assemblea, Valerio Cattaneo – con i consiglieri segretari dell’Ufficio di presidenza Lorenzo Leardi e Gianfranco Novero e l’assessore al Turismo Alberto Cirio - ha ricevuto una delegazione di più di cento persone (dirigenti e lavoratori) della Rete degli Ecomusei del Piemonte.

I rappresentanti dei 25 Ecomusei regionali hanno illustrato la difficile situazione economica in cui si trovano questi enti culturali a causa dei tagli dei fondi regionali.

“Gli ecomusei regionali – ha spiegato Massimo Maria Bonini, a nome della Rete degli Ecomusei – sono distribuiti su tutte le otto province del Piemonte, danno lavoro a 140 persone e in 14 anni di attività hanno attivato risorse nazionali ed europee per 42 milioni di euro (con solo 13 milioni di contributi regionali). Il nostro lavoro è volto alla valorizzazione di più di settanta siti sul territorio e coinvolge ogni anno 70 mila studenti e 280 mila visitatori”.

L’assessore al Turismo Alberto Cirio ha rassicurato i membri della delegazione: “I fondi per il 2010 sono garantiti: la Giunta presenterà una legge di variazione al bilancio con cui stanzieremo un milione di euro su questo capitolo di spesa. L’anno scorso i fondi ammontavano a 1.400 mila euro, quest’anno i soldi sono pochi ma forse riusciremo a trovare tutte le risorse necessarie”.

All’incontro hanno partecipato numerosi consiglieri regionali, sia di maggioranza che di opposizione.



*Comunicato Ufficio stampa Consiglio regionale del Piemonte

lunedì 15 novembre 2010

LUTTO

Domenica 14 novembre è scomparso il Presidente del Museo di Storia Quarnese, prof. Giorgio Cecchetti. L'ecomuseo Cusius si associa al lutto per la scomparsa di un uomo che tanto ha dato alla cultura del territorio.

martedì 9 novembre 2010

Esperienze sul saper fare nei laboratori residenziali estivi del Cusio




Nell'ambito delle iniziative a sostegno del sistema ecomuseale regionale del Piemonte “Scopriamo gli ecomusei” l'Ecomuseo Cusius e l’associazione Arti Visive di Granerolo  invitano alla presentazione della pubblicazione
 
1997 – 2010. Arte nelle Terre Alte, esperienze sul saper fare
nei laboratori residenziali estivi del Cusio
 
Sabato 13 novembre, alle ore 15.00

nuovo spazio espositivo "Aglaia"
 Omegna, via Manfredi, 11
(nelle immediate vicinanze del municipio)

Il libretto ripercorre la storia di quattordici anni di laboratori estivi organizzati dall'Associazione Arti Visive a partire dal 1997 con contributi scritti di: Francesco Del Boca, Presidente Confartigianato Imprese Novara e VCO; Ilaria Testa, Laboratorio Ecomusei della Regione Piemonte; Andrea Del Duca, direttore Ecomuseo Cusius; Franco Testori, imprenditore artigiano; Giovanni Crippa, coordinatore del progetto "Arte nelle Terre Alte"; e con la testimonianza di tre soci dell’Associazione.
La presentazione del volumetto sarà l'occasione per fare il punto sul progetto "Arte nelle Terre Alte", per raccogliere suggerimenti, per parlare di mestieri tradizionali  a rischio di estinzione o quanto meno di emarginazione e di quanto gli Ecomusei fanno e potranno fare per evitare la scomparsa di una millenaria "civiltà" artigiana.

Seguirà rinfresco

sabato 6 novembre 2010

Scopriamo gli ecomusei. Mobilitazione degli ecomusei del Piemonte



L’assemblea dell’associazione “Rete degli Ecomusei del Piemonte”, ha accertato la grave situazione in cui si trovano i 25 Ecomusei Istituiti dalla Regione Piemonte a causa dell’azzeramento del finanziamento regionale per l’anno. Questo significa di fatto la cancellazione del sistema ecomuseale piemontese: modello di buone pratiche di valorizzazione culturale territoriale, preso a riferimento da diverse Regioni italiane. Senza il co-finanziamento della Regione gli Ecomusei sono condannati alla chiusura, alcuni soggetti gestori, probabilmente, al fallimento.

La conseguenza immediata è la perdita del posto di lavoro per circa 140 persone esperte e qualificate. Sul medio periodo si avrà la mancata ricaduta sui territori apportata dalle 280.000 persone che, annualmente, visitavano e fruivano delle attività didattiche offerte dagli ecomusei, oltre all’abbandono di un patrimonio culturale e ambientale, costituto da oltre 70 musei e centri di documentazione (alcuni sono eccellenze nazionali) e da paesaggi caratterizzanti le peculiarità del territorio piemontese.

Quello di Ecomuseo è un concetto complesso: un'entità che prevede il coinvolgimento di un territorio omogeneo e della sua popolazione nel processo di presa di coscienza dei suoi valori culturali, storici, paesaggistici, ambientali. Essere ecomuseo significa amare il proprio territorio, vivere in simbiosi con esso e operare in ogni modo per conoscerlo, nei suoi più diversi aspetti, e per farlo conoscere: alla sua gente, prima di tutto, e poi a chi viene dall'esterno, al turista, che non potrà avere miglior guida di chi il territorio lo vive, lo ama e come tale lo racconta.

Per questo motivo la rete degli ecomusei del Piemonte ha deliberato una serie di iniziative (di cui si allegano il programma dettagliato e la locandina) per sensibilizzare gli amministratori pubblici e la popolazione sul valore degli ecomusei. Dal 12 al 21 novembre si susseguiranno aperture di siti ecomuseali, presentazioni, convegni, feste e incontri per mostrare i valori apportati dagli ecomusei alla Regione Piemonte che per anni si è fregiata del merito di essere stata la prima regione in Italia a credere e investire negli ecomusei.

Non mancheranno i momenti di incontro con gli amministratori regionali a Torino e a Biella, anche in occasione del Workshop annuale degli ecomusei piemontesi, per fare il punto sulla situazione e capire se questa esperienza può avere ancora un futuro.

Il programma, la locandina e il comunicato stampa sono disponibili seguendo questo link.

martedì 2 novembre 2010

Salvare gli Ecomusei

Si moltiplicano le iniziative a favore degli ecomusei del Piemonte, la cui esistenza è messa a rischio dall’azzeramento, per l’anno 2010, dei fondi destinati alla gestione di queste realtà. Alcuni in particolare, rischiano la chiusura già a partire dalla fine dell’anno. Si tratta di realtà, è utile ricordarlo, che non vivono solo dei fondi regionali, ma che in questi trovano la necessaria copertura ad una serie di costi di gestione che non possono essere scaricati sugli utenti, per lo più scuole.

È il caso di Scopriminiera, nella Val Germanasca sopra Torino, dove una miniera di talco è stata trasformata in luogo visitabile, attirando trentamila ragazzi l’anno e dando lavoro ad una quindicina di persone, in un territorio che non offre molti altri sbocchi occupazionali. O dell’Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone che non solo offre attività alle scuole e garantisce l’apertura dei musei, ma ha sviluppato progetti culturali che hanno portato su questo territorio risorse nazionali che altrimenti sarebbero state destinate ad altre aree del paese.

Realtà che rischiano la chiusura per mancanza di fondi e per la salvezza delle quali è in corso una raccolta di firme sia in forma cartacea che su Facebook, mentre i sindaci dei comuni interessati iniziano a scrivere alla Regione, preoccupati per il rischio di veder scomparire realtà che contribuiscono in maniera determinante allo sviluppo dei territori marginali del Piemonte, quelli in sostanza lontani dal capoluogo regionale. Ha anticipato tutti la Provincia del Verbano Cusio Ossola, il cui presidente, Massimo Nobili, ha già preso carta e penna per chiedere un intervento del Presidente del Consiglio Regionale, Valerio Cattaneo, e del consigliere Michele Marinello, entrambi del Verbano Cusio Ossola, per salvare l’Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone.

Una riforma del sistema ecomuseale piemontese, in questi anni cresciuto eccessivamente e senza una chiara strategia di sostenibilità, è peraltro ormai ritenuta inevitabile da tutti. Ciò che sconcerta è che i tagli siano, ancora una volta, orizzontali e proprio per questo vadano a penalizzare soprattutto quelle realtà che in questi anni hanno dato risultati oggettivi e soddisfacenti.

Nel frattempo la Rete degli Ecomusei del Piemonte prepara una serie di iniziative culturali nel fine settimana del 13 e 14 novembre per raccontare cosa fanno gli ecomusei e quali valori apportano ai territori.



ECM



Per maggiori informazioni: Ecomuseo del lago d’Orta e Mottarone tel. 0323.89622; fax 0323.888621; mail: ecomuseo@lagodorta.net


Per informazioni telefonare (0323.89622) o inviare un fax (0323.888621)
all' Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone (orari: 9,00 - 13.00 / 14,00 - 17,00 dal lunedì al venerdì). info : ecomuseo@lagodorta.net P.IVA 01741310039 - C.F. 93016190030